Archive for the 'Un pò di cultura Sicula!' Category

Fenomenologia del “Tascio”

Abbiamo il Coatto.

Il Burino.

Il Truzzo.

Il Tamarro

…ed il Tascio.

Il Tascio è l’uomo Palermitano che non si fa valere per senso estetico e per eleganza, oppure quello che per un apparente senso estetico e falsa eleganza la “scafazza” completamente.

Il Tascio non ha una locazione ben precisa nel vasto territorio Panormita, può essere avvistato ormai in quasi tutta la città, data, causa folta riproduzione, la sua grande presenza.

Invece, la sottospecie del Tascio, il Tascio Notturno, si muove rumorosamente durante la notte seguendo le note serate della Movida Palermitana. Viene facilmente riconosciuto grazie alla sua immancabile camicia bianca o maglietta attillata, gel a tempesta e dalla musica eccessivamente alta proveniente dal suo mezzo di locomozione. Spesso il Tascio Notturno ascolta musica Napoletana, al limite House, e adora fino alla nausea Gigi D’Alessio. Il Tascio Notturno non disdegna bere e ha una forte resistenza contro alcolici di vario genere. Finisce le sue serate da Ganci & Figli dopo essere passato da Tantillo. Su tutta la città si sposta a bordo di una Y10 o di una Fiat Uno blu a tre sportelli. In questi ultimi anni pare essersi stabilizzato nei pressi della Champagneria.

Altra sottospecie del Tascio è il Tascio giornaliero, molto più facile da avvistare rispetto a quello Notturno, ama vivere la giornata facendo sfoggio di tutta la sua finezza ed eleganza. Mostra tutto il suo pelo con camicie spesso sbottonate, a volte indossa vistosi occhiali da sole. Non va importunato mentre guida la sua macchina, potrebbe seriamente arrabbiarsi. Durante la guida perde completamente l’uso del braccio sinistro, che difatti viene riposto fuori dal finestrino lungo lo sportello. Mastica continuamente da perfetto ruminante una chewin gum. Le sue dita, molto spesso, sono ricoperte da anelli d’oro mentre il suo collo è adornato da un prezioso crocisisso sempre d’oro.

Ultima sottospecie del Tascio, è il Tascio estivo.

Il Tascio estivo si divide in Acquatico e da Scampagnata. Quello acquatico frequenta tutti quei posti dove è presente almeno una pozzanghera. Porta con se ghiacciaia, ombrellone, sedia a sdraio, pasta al forno, supersantos e monopolizza l’intera costa. Mentre quello da Scampagnata preferisce frequentare luoghi più freschi, si apposta spesso in prossimità di curve su strada di campagna, protetto solo dal guard rail. Costruisce vere e proprie roccaforti con quello che ha a disposizione, teloni, ombrelloni, tendine, parasole e quant’altro, passa le sue giornate arrostendo carne  e mangiando continuamente, accompagnando i pasti esclusivamente con Birra Forst rigorosamente ghiacciata. Non importa se c’è caldo, il Tascio riuscirà a tenere freddo per tutta la giornata tutto ciò che potrebbe riscaldarsi. La sua giornata tipo va dalle 6 di mattina fino alle 19. Dopo mezz’ora si sarà gia tolto la maglietta restando a petto nudo.

Importante:

Se avvistate uno di questi esemplari cercate di prenderlo in simpatia, non vi ci mettete contro. Meglio avere un Tascio dalla propria parte che contro.

Peppe

Musica Popolare: Vitti na crozza

Questa mattina mi sveglio canticchiando dolcemente la canzone “Vitti na crozza“. Ma non quella classica ma bensì la versione Ska realizzata dal gruppo Roy Paci & Aretuska. Mi capita di svegliarmi allegro.

“Vitti na crozza supra luuu cannuniiiiii”

Decido allora di creare una sezione per raccogliere le informazioni sulla musica Popolare Siciliana, cominciando proprio da “Vitti na crozza“. Forse una delle canzoni più famose del repertorio musico-siculo.

Segnalo subito questo sito, Canzoni contro la guerra, dal quale ho preso delle belle informazioni.

Partiamo dal principio. A chi attribuire questa canzone?

C’è chi dice Franco Li Causi, che l’ha scritta e musicata (cantata dal tenore Michelangelo Verso) per creare la colonna sonora del film “Il cammino della Speranza“, mentre, invece, c’è chi sostiene che questa canzone risalga a tempi più antichi rispetto alla nascita di Li Causi stesso. Ancora non è ben chiaro chi sia il vero Padre fatto sta che comunque questa canzone vuole denunciare ed evidenziare l’orrore della morte.

Andiamo poi al vero sighificato della canzone stessa. Devo dire che ho scoperto di essere notevolmente ignorante in questo campo. La mia traduzione Sicula/Italica è stata abbastanza scolastica e quindi ho tradotto “Cannuni” con “Cannone”, mentre, come è spiegato bene su quel sito, “Cannuni” sta per “torre del castello”, mentre “crozza” sta per “teschio”. Questo perchè nelle giustizie feudali si usava attaccare il teschio del giustiziato alla torre del castello.

cetra.jpg

Testo Siciliano

Vitti na crozza supra lu cannuni
fui curiuso e ci vossi spiare
idda m’arrispunniu cu gran duluri
murivi senza un tocco di campani

Si nni eru si nni eru li me anni
si nni eru si nni eru un sacciu unni
ora ca sugnu vecchio di ottant’anni
chiamu la morti i idda m arrispunni

Cunzatimi cunzatimi lu me letto
ca di li vermi su manciatu tuttu
si nun lu scuntu cca lume peccatu
lu scuntu allautra vita a chiantu ruttu

C’è nu giardinu ammezu di lu mari
tuttu ntessutu di aranci e ciuri
tutti l’acceddi cci vannu a cantari
puru i sireni cci fannu all’amuri

Testo Tradotto

Vidi un teschio sopra la torre
Ero curioso e volli domandargli
Lui mi rispose con gran dolore
Sono morto senza rintocchi di campane

Sono andati, sono andati i miei anni
Sono andati, sono andati, non so dove
Ora che sono vecchio di tanti anni
Chiamo la Morte
E Lei mi risponde

Preparatemi, preparatemi il letto
Che già i vermi mi hanno mangiato tutto
Se non lo sconto qui, il mio peccato
Lo sconterò nell’altra vita, a pianto continuo

C’è un giardino in mezzo al mare
Tutto pieno di arance e fiori,

Tutti gli uccelli vanno lì a cantare
Anche le sirene ci fanno l’amore

Se avete altre informazioni sulla canzone suggeritemele pure!

I 10 Comandamenti del “Buon Palermitano”

Tornando da una tre giorni intensa vissuta con dei bambini di Ballarò, ho deciso di ricordare a tutti le 10 regole necessarie per essere dei veri Palermitani .

“Lo Zio Tano salì su Monte Pellegrino. Mentre percorreva l’acchianata, venne abbagliato da una Luce Intensa e mai vista prima, non era Santa Rosalia, ma una qualche entità sconosciuta. Un omino tutto verde, scendendo da una scaletta rigorosamente a chiocciola, sommerso da un fumo (si narra di stigghiola), consegnò al nostro Zio Tano una tavoletta con scritte le 10 Regole.”

Zio Tano come Mosè?

Direttamente dalle Sacre Tavolette:

1. Oggi va bene ma Domani è meglio.
2. Non avrai più Amici ma solo “Compari”.
3. Non potrai avere teglie e pentole dalla capienza inferiore di 10 kg.
4. Onora le Feste (25 Aprile e 1 Maggio su tutte) recandoti in spazi all’aperto, comprese anche le aiuole. Mangia a sazietà ed oltre. Non fare mancare “stigghiola”, “pittinicchi” e “carne di crasto”. Accompagna il tutto con fiumi di birra.
5. Disinteressati da tutto ciò che non comprende “Te”.
6. Interessati a tutto ciò che non appartiene a “Te”.
7. Cerca di lavorare, altrimenti niente.
8. Accompagna il tuo abbigliamento con Crocifisso d’oro e se è possibile da anelli.
9. Intervalla i tuoi dialoghi con “Minchia” e con altre esclamazioni a tua scelta.
10. Onora la Famiglia.

Seguono altre numerose Regole. Scampato il pericolo della Scomunica mi ripresenterò pubblicandole.

Parole dal profondo significato!

RIPORTO IN VITA UN VECCHIO COMMENTO CHE AVEVA AVUTO SUCCESSO NELL’ALTRO BLOG!

Prendo spunto da un blog che avevo visto un pò di tempo fa Mi…a, sicilianu sugnu!, che riporta la brillante idea presa da un’altro sito Super Kappa.

A volte non ce ne rendiamo conto ma alcune parole sono completamente entrate nel nostro vocabolario e non riusciamo più a farne a meno. Una di queste, alla quale, in fondo, siamo particolarmente affezzionati, è indubbiamente MINCHIA!

Quando parliamo in Siciliano non possiamo non inserirla. La mettiamo ad inizio discorso, alla fine, in mezzo e ogni tanto, solo se siamo particolarmente adirati, anche dopo tutte le parole.

Quando descrivono un Siciliano, e questo ha anche i suoi lati negativi, non possono far mancare la coppola, lupara, l’accento caratteristico e un colpo di MINCHIA!

Scusatemi la volgarità, ma ormai credo che non siano più cose di questo genere che ci scandalizzano.

ETIMOLOGIA DELLA PAROLA mìn|chia (s.f. CO)

1 volg., pene | 2 colloq., volg., in frasi negative, niente, nulla: non capisce una m. | 3 colloq., volg., con valore interiettivo, per esprimere meraviglia, impazienza e sim., o anche rabbia, ira: m., che noia!, m., ma mi vuoi stare ad ascoltare quando ti parlo? | con valore pleonastico e rafforzativo: che m. dici?, ma che m. vuoi che ne sappia! | 4 OB uomo sciocco, stupido
UN PO’ DI MODI DI DIRE:

Minchia arrifriddata
[trad: persona malconcia / di: ILbUffoNe, Palermo]

Che minchia fai? / Chi fungia di minchia fa? / Chi gargia di minchia fa?
trad: che stai combinando? / info: “fungia” e “gargia” fungono da rafforzativo / di: l3d

Sta gran funcia di minchia!
trad: questo gran glande / di: Andrea, Agrigento

A nci scassari aaaaa michia!
[info: "quando m'arrabbio forte!" ndMiano / di: Miano]

Minchia di puffo
trad: poco dotato / info: tipico insulto in voga nel liceo di augusta / di: Marco Doc

Testa di minchia
info: di uso universale

Megghiu na minchia oi ca nenti rumani
[trad: meglio un pene oggi che niente domani / info: per chi sa accontentarsi / di: IlbUffoNe, Palermo

Pensateci e aggiungiamo più varianti possibili! Tutte le frasi in cui ci scappa un bel MINCHIA!!

caffsiculo3pvfi0.jpg Cerchiamo di continuare la raccolta!

Strage, stragi e stragiuzze! Cu minchia è Salvatore Giuliano?

Portella della Ginestra

Ho sempre guardato con attenzione (e con ammirazione) tutto ciò che è cronologicamente antecedente alla mia (rovinosa) venuta su questa terra. Le cose che mi interessano rimangono fisse nei miei pensieri (solo quelle). Ma le cose che mi interessano non sono certo quelle che diceva la mia professoressa di Storia. Sono sempre stato un autodidatta (wow, autodidatta!). La mia passione è la Sicilia, non altro. Sono sempre rimasto affascinato e per certi versi ammaliato da quella che è la cultura (a mio avviso), per eccellenza, più complessa e contorta fra tutte. Figlia di tante vicende che hanno segnato non solo i volti ma l’animo, l’intimo, le viscere di un Popolo, che, in maniera dignitosissima, ha sempre cercato di emergere, di risalire la china, di non farsi sottomettere e di farsi rispettare. Ma pretendere il rispetto è cosa assai difficile.

La Sicilia feudale, la Sicilia in mano ai briganti, la Sicilia dei pochi Carabinieri, la Sicilia contadina, la Sicilia calda e soleggiata, la Sicilia post seconda guerra Mondiale, la Sicilia di Salvatore Giuliano. La Sicilia di pochi soddisfatti e di molti inculati. Ma cu minchia è Salvatore Giuliano?

Una delle storie che mi ha sempre affascinato è quella legata al Primo Maggio del 1947.

Provincia di Palermo. Quasi 2000 lavoratori, in prevalenza contadini, della zona di Piana degli Albanesi, si ritrovarono a festeggiare la Festa del Lavoratore dopo che era stata abolita dal Regime Fascista. Si radunarono in un vallone chiamato Portella della Ginestra per manifestare contro il Latifondismo a favore dell’occupazione delle terre incolte.

Mentre era in corso la Festa, dalle colline circostanti, partirono raffiche di mitra che segnarono 11 morti (9 adulti e 2 bambini).

Quattro mesi dopo si scoprì che a commettere materialmente la strage fu la banda del famigerato bandito Salvatore Giuliano (piccolo indizio). Ma mai venne scoperto il mandante (o mandanti), si suppone potessero essere stati, siamo in piena Guerra Fredda, i servizi segreti USA preoccupati dall’avanzata socialista-comunista in Italia. Mai il Bandito Giuliano aveva agito per ragioni politiche. Chi lo ha sovvenzionato e poi ucciso quando diventato troppo scomodo?

Se non siete mai stati a Portella della Ginestra vi consiglio di andarci. L’aria che si respira è incredibile.

La Sicilia e la memoria degli Anziani sono piene di queste storie.

Portella della Ginestra Giuliano sul giornale

La memoria storica è il patrimonio più grande che un Popolo possa avere. Molti dimenticano. Molti non sanno. Molti non indagano. Molti vivono e basta. Molti non vogliono sapere e per tutti questi Molti la Sicilia ha allontanato a se le sue origini, la sua storia e il suo perchè. Continua a viaggiare sui Pochi che continuano a credere di appartenere ad una Terra che con le sue contraddizioni e con le sue esagerazioni ha dimostrato di non essere più volte solo Mafia. Parlo da vecchio, ma i giovani non sanno un pene di niente! Lo dico con cattiveria e prendendone le dovute distanze.

Andiamo adesso alla mia domanda, come da titolo, Ma cu minchia è Salvatore Giuliano?

Salvatore Giuliano era un bandito. Probabilmente è un nostro antenato. Forse il parente che abbiamo sempre sognato. Forse quello che portava i regali migliori. Forse quello che correva ad aiutarti. Addirittura vincitore del titolo di “zio dell’anno dal 1940 al 1950″. Non so chi fosse ma so che c’è stato, so che era il terrore di Montelepre e dintorni. Oppure era il parente serpente, la pecora nera o lo zio appestato da evitare. Come la giri e la rigiri Lui è la storia. La nostra storia. Sia chiaro che non è l’unico (ci mancherebbe), ma mica posso parlare di tutti.

Nel bene e nel male questa è la nostra storia. Se vogliamo produrre cultura, pensiero e coscienza non possiamo dimenticarci di Giuliano come di tutti gli altri Siciliani (quelli buoni stavolta).

…con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

Bertoli

Non so se arriverete a leggere queste righe. Se così non fosse, vi auguro che al prossimo Concorso, domanda da un milione di euro da Jerry Scotti, esame universitario, esame di Stato o qualsiasi altra cosa, vi si ponga davanti la nostra semplice domanda: Cu Minchia è Salvatore Giuliano?

Un Grazie dovuto a Wiki.

Detti Palermitani/Siciliani

Visto che questo blog sta crescendo e in molti arrivano qui proprio grazie ai detti Palermitani, ho reputato opportuno destinare a loro più spazio e maggiore visibilità.

Chiudo questo post per aprire una pagina destinata solo ed esclusivamente alla raccolta dei Proverbi.

Vi rimando al link:

http://ilclown.netsons.org/proverbi-palermitani/

Grazie e partecipate numerosi.

Peppe