Archive for the 'Pou parlè' Category

Lucignolo ti odio!

Da oggi ho un motivo in più per odiare Lucignolo.

Per colpa di sta trasmissione di merda ho passato una serata a lavoro un pò agitata.

Secondo voi i bambini fra tette e culi e una partitina a carte con il sottoscritto cosa hanno preferito?

Risposta scontata. Ma chiaramente da buon educatore ho dovuto interrompere quella visione costante di femminazze immortalate come mamma le ha fatte, e vi giuro che le ha fatte bone. Chiaramente seguono discussioni con i bimbi in preda ad un super eccitamento.

Ma è possibile che alle 21,00 debbano trasmettere questo genere di trasmissioni? Ma i cartoni animati dove sono finiti?

Mi sa che dalla prossima settimana il lunedì sera si esce per un gelato…

lucignolo2.jpg

Peppe

1 anno di numeri

Mi sembra giusto.

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Parole chiave più cercate:

- Proverbi/detti Palermitani

- tascio

- musica siciliana, Vitti na Crozza e Franco Li Causi

- Una marea di proverbi sparsi, frasi con in mezzo la parola clown e tutte le combinazioni possibili con la parola minchia.

Poi ci sono cose di cui vado ferio. In molti sono arrivati a leggere il mio saluto a Don Ninì e a cercare informazioni su Salvatore Giuliano.

Molte cose ho scritto, dalla lettera al Sindaco Cammarata fino alle mie vicende quasicalcistiche passando dal post sul Capodanno che forse è quello che ha avuto più successo.

Mi sono divertito, ho scoperto il piacere di scrivere e anche se non aspiro a diventare chissà chi nella blogosfera credo fino ad ora di avere raggiunto risultati che non immaginavo minimamente.

Ringrazio chi fino ad ora mi ha seguito, chi mi ha sempre aiutato e chi vorrà continuare a leggermi.

Ringraziamento dovuto anche ai iFighi, fonte inesauribile di ispirazione.

Credo che come discorso possa andare bene, ora facciamo baldoria!

Musica maestro!

Peppe

Saggezza materna

La seguente scena avviene stamattina. Giorno 01/05/2008.

Mamma di Peppe: Giuseppe (quando è seria mi chiama così), visto che vai a mare ed è il primo sole che prendi ti conviene portare la protezione solare.

Peppe: Eh? Ma assolutamente no, tanto mica starò tanto sotto il sole. Massimo 5 minuti…

Mamma di Peppe: Io ti consiglio di portarla.

Peppe: No dai, la lascio a casa.

Mamma di Peppe: (con ghigno beffardo) Come vuoi tu!

Situazione alle ore 21,30 sempre di giorno 01/05/2008, dopo una giornata passata un poco sdraiato al sole e poi a schivare ogni cazzo di raggio solare:

sono rosso, ma rosso rosso rosso rosso rosso. Mi bruciano le spalle e il collo. Ma quel che è peggio è che ho la cute che mi brucia tipo falò. Mi sono pentito di essermi rasato ieri.

Tutto questo chiaramente mia madre non lo dovrà mai scoprire. Mi vedrà rosso ma non farò trasparire alcuna sofferenza. Ma mi sa che era meglio ascoltarla…

Peppe

Differenze sostanziali

Peppe (io): Dopo un incidente con il motore  mi procuro la rottura totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Operato dopo un anno di distanza dall’incidente.

Francesco Totti: Durante la partita di ieri contro il Livorno si procura la rottura parziale del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Operato oggi pomeriggio dopo neanche un giorno di distanza dall’infortunio.

Differenze?

Peppe 

Peppe e il calcio

Oggi ho accompagnato un ragazzino a scuola e, mentre aspettavo il suono della campanella, ho osservato una noiosissima partita di calcetto fra mocciosi, dove, l’evento più elettrizzante è stato che uno dei piccoli pirla ha sbattuto la faccia. Osservandoli non ho potuto fare a meno di tornare indietro nel tempo e pensarmi a quell’età. Dico subito che il pensiero non è stato bello perchè è tornato a galla un mio vecchio incubo: il Calcio. Minchia!

Incredibile come uno sport possa diventare fonte inesauribile di paure, stress e ansie e io ringraziando Dio le ho avute tutte. Come è noto nel calcio ci sono diversi ruoli per rispettive capacità atletiche/psicologiche e come è altrettanto noto Madre Natura, che è cinica, non solo decide che devi nascere un pò goffo e impacciato ma aggiunge anche che devi essere scarso a calcio. E’ la fine, soprattutto per un ragazzino. Puoi metterti una croce sopra, spera almeno di imparare a suonare uno strumento musicale.

Io piccolo e il calcio eravamo sciarriati, ma sciarriati forte, mentre Io grande e il calcio, adesso, andiamo più che d’accordo. Per farvi capire meglio ho diviso il mio periodo calcistico in categorie, dove chiaramente il protagonista sono sempre io e l’antagonista è sempre il calcio. Andiamo con ordine:

Peppe e il pallone= Parto subito dicendo che il pallone ti cambia la vita, senza pallone sei niente. Devi essere un misto fra Ronaldo e Maradona per meritare un posto in squadra, oppure devi giocare all’Oratorio dove il Don Marco di turno fa giocare tutti. Se non hai pallone sei emarginato, destinato all’isolamento forzato, costretto a guardare una partita che neanche ti interessa solo perchè tua madre ti ha ordinato di uscire da casa per socializzare con gli altri ragazzi, ma a te quel pomeriggio interessa solo Bim Bum Bam e non te ne fotte niente di altro. Io il pallone l’ho avuto, ma tardi, il tempo necessario di essere preso per il culo da tutti quelli a cui chiedevo di giocare. Ma quando ho avuto il pallone la storia è cambiata, con il cazzo che facevo giocare chi prima mi aveva deriso. Ti senti il Re del Mondo e provi una goduria pazzesca nel dire a qualcuno: “Tu non giochi!”. E’ il primo approccio con il potere. Ma capirete bene che prima di avere il pallone era un incubo mettersi i pantaloncini e le scarpedatennisconilbucoall’altezzadell’alluce per andare a giocare con un cazzo di SuperSantos sotto casa.

Peppe e la tintura di iodio= Che traumi. Ogni partita/partitella o anche quattro passaggi in campagna hanno lasciato sul mio corpo segni indelebili. Ogni cosa che facevo era almeno una ferita, se mia madre non mi vedeva sanguinante e moribondo si accorgeva subito che non avevo giocato. E quando un bambino si ferisce che cosa gli si mette sulla ferita? Ora lo so, ma 10/12 anni fa si usava la odiata tintura di iodio. Me la metteva sempre mio padre, un incubo. Il risultato era che il giorno dopo andavo a scuola tutto arancione. La paura di farmi male ha sconvolto la mia esistenza.

Peppe e l’insalata= Diciamo pure che gli altri ragazzi non litigavano per avermi in squadra, anzi. Ero sempre l’insalata, l’elemento dispari di tutto il parco giocatori. Per esempio: se eravamo 9, nel momento in cui si facevano le squadre, con le conte che man mano si cresceva diventavano sempre più volgari, io rimanevo sempre per ultimo e giocato come insalata. Appena si stabiliva con quale squadra avessi dovuto giocare, con l’orgoglio sotto le scarpedatennisconilbucoall’altezzadell’alluce e la testa basta mi accincevo a mettermi in porta, l’unico punto, a detta loro, dove avrei potuto fare meno danni. Ma non era così. Purtroppo.

Peppe e il portiere= Messo in porta per forza senza diritto di uscita, ho scoperto l’ebbrezza della responsabilità. Per farmi valere ero disposto a rompermi qualsiasi parte del corpo e a bucare/rompere/distruggere anche la tuta nuova comprata dalla nonna al mercatino. Cascasse il mondo dovevo tuffarmi, provare in tutti i modi a prendere il pallone calciato qualche secondo prima da qualche saccente testadicazzo ragazzino che appena ha visto che in porta ci stava un ragazzino robusto e un pò impacciato (cioè io) ha pensato che da quella partita sarebbe uscito supercapocannoniere facendo almeno 5 gol. Che poi 5 gol me li faceva davvero ma io godevo come un pazzo quando gli paravo almeno solo uno dei 2376 tiri. In porta ho vissuto i miei migliori momenti calcistici, ho riscattato anni di delusione vissuti in attacco o in difesa.

A ben pensarci la mia adolescenza non è stata poi così serena.

Peppe

Non c’è più niente da vedere

E’ in coma.

Incidente con la macchina la scorsa sera, una macchina che non poteva guidare perchè minorenne. Dicono che qualcuno gli abbia tagliato la strada ma a questo punto poco importa. E’ in coma e il suo corpo reagisce male a qualsiasi farmaco andando così in crisi, e con lui i suoi pochi familiari. Non so se mai si riprenderà ma era più che lecito pensare ad un epilogo del genere. Come in un film drammatico, una fine studiata ad hoc per far piangere lo spettatore, una fine che si intreccia perfettamente con lo stile di vita e annesse minchiate portato avanti dal protagonista. Tante stronzate commesse, era il più odiato dal palazzo perchè considerato il più pericoloso, Polizia e Carabinieri che si alternavano per venirlo a prendere direttamente a casa, un rompicoglioni di prima categoria. Un rompicoglioni a cui pensavo di dare una bella timpulata in faccia se mai mi avesse disturbato. Ora è lì, disteso su un letto dove credo lotti contro tutti e tutto, con la stessa forza con cui ha lottato per farsi sentire da qualcuno, per far capire il suo disagio e per comunicare la sua paura. Accanto a lui gli stessi genitori che non sono stati in grado di aiutarlo, gli stessi genitori che avranno miliardi di attenuanti ma che non servono ad un cazzo perchè la realtà è che un ragazzo adesso è in coma. Mica niente. E’ un insuccesso per tutti, un film pacco. Chi non ha colpa?

La fine in un modo o nell’altro è vicina. Il film è finito. Non c’è più niente da vedere.

Peppe

Assente ingiustificato

Ebbene si. Il tempo scarseggia e la fantasia altrettanto.

Ho alcuni post salvati che dovrò terminare e che appena posso pubblicherò.

Io sto bene, lavoro, lavoro e poi lavoro ma sono contento.

Una rapida capatina da queste parti, se mai ne sentivate la mancanza, e una ancora più veloce ritirata.

Buona notte a tutti e mi raccomando di non perdervi, questa sera, la prima puntata del Festival di Sanremo, perchè si sa che Sanremo è Sanremoparapappappapara (banalità pura, scusate). E poi con tutti i soldi che paghiamo per il canone meritiamo almeno che il Pippo Nazionale con annessi cantanti e super ospiti venga a presentare sto Festival nel nostro bel saloncino mentre siamo spaparanzati sul divano. E vabbè.

Notte.

Peppe 

Peppe 2 -Il ritorno-

Ebbene si!

Dopo 4 anni dal grande infortunio, Peppe, ritorna in campo.

Fantastica partita di calcio a 7 disputata ieri.

Questi i numeri del mio ritorno in campo:

2 gol, 1 assist, 2 litri di acqua bevuti nei primi 5 minuti di partita, 1 unghia del piede rotta, 1 bolla sempre sul piede, 5 tiri in porta, 1 superparata, 10 minuti di apnea, 3 minuti disteso a terra senza respiro, 5 dribbling riusciti, 10 dribbling non riusciti per insufficienza respiratoria, 6,20 euro pagati per la partita, 10 euro spesi per comprare le lentine a contatto, 5-6 dolori nuovi non riconosciuti e tanta tanta stanchezza.

Ora mi ritrovo davanti al pc con dolori sparsi lungo la schiena e sulle gambe ma poco mi interessano. Non vedo l’ora di fare la prossima partita!

Peppe

Lato oscuro del Capodanno

Bello il Capodanno. Molto bello. Trascorso più che bene con una para di amici. Ma tralasciando questi particolari, alle 00,00 del 01/01/2008 sono stato assalito da una serie di pensieri che mi hanno dato la certezza dell’esistenza di un lato oscuro del Capodanno.

Solitamente l’ultimo dell’anno è una Festa, mangiate, bevute, trenini, pèpèpèpèpè, AEIOU…ipsilon, BrigittedeBardòòòòò, Maurizio Costanzo, botti che ti fanno saltare in aria alla faccia delle madri rigorosamente buttane dei giovani dinamitardi, tombolate, frizzi e lazzi!

Ma tutto questo rischia di passare in secondo piano se per caso si verificano le seguenti situazioni:

-se sei single: Probabilmente la situazione peggiore. Sei contento di festeggiare, ti prepari un paio di mesi prima, vestito, mutande rosse, lenticchie, ti alleni a tombola e conosci tutte le statistiche, addirittura scandisci alla perfezione le parole TRE - DUE - UNO per il countdown finale. Ma questi mesi di preparazione vengono completamente annientati quando ti accorgi di essere l’elemento dispari della combriccola. Tu in mezzo a tante coppie. Vorresti morire. Ma la cosa che ti farà incazzare maggiormente sarà il tentativo vano da parte degli accoppiati di non farti sentire solo. Vorresti morire due volte. Ma il momento più brutto in assoluto, quello in cui sogni di non essere mai nato è la mezzanotte. Alla mezzanotte ti sentirai in mezzo ad una grande ammucchiata, divisi equamente per due, assisterai alla tenerezza di queste coppie che sognavano il bacio di mezzanotte perchè chi si bacia a Capodanno si bacia tutto l’anno. E’ la tua rovina. Fai finta di niente, ti giri e rigiri nervosamente, prendi il cellulare ma tanto non prende, aspetti che abbiano finito di pomiciare per fare gli auguri. Finalmente è il tuo turno, sorriso di circostanza e: “Signori, tanti auguri!”. Fanculo!

A voi single i miei più grandi auguri di Buon Anno! Quanto vi capisco.

-se devi fare una telefonata urgente: Non ci pensare neanche! Ogni tentativo sarà vano.

-se il due Gennaio ti metterai a dieta: Se il due Gennaio hai già deciso che ti metterai a dieta avrai rotto gli zebedei per tutto il cenone di Capodanno dicendo a chi è saduto al tuo fianco al tavolo che tanto quello che stai mangiando poi lo perderai. Ti ingozzerai come un vitello ma sappi che tanto il due Gennaio non ce la farai mai ad iniziare la dieta. E’ una scusa che ti sei dato per pensare meno a quello che stai ingurgitando. All’Epifania arriverai con 5 chili in più. Matematico.

-se sei Palermitano: se sei Palermitano arriverai alla notte del 31 che saprai riconoscere alla perfezione ogni qual tipo di petardo solo ascoltandone l’esplosione. Sarai pronto per lavorare fra gli artificieri. Avrai passato tutto il mese di Dicembre ad offendere le mamme/mignotte o i papà/cornuti dei piccoli bambini innocenti che ti avranno fatto spaventare per strada con il lancio di petardi. N’te cuorna!

Se sei palermitano probabilmente ancora sei seduto a tavola. Il cenone di Capodanno non ha una durata stabilita, si sa quando inizia ma mai quando finisce. A mezzanotte si fa la pausa, si brinda e si fanno gli auguri e poi, come se nulla fosse, si ritorna a tavola. Il palermitano non saprà mai quanti chili ha preso in questi giorni perchè mai e poi mai si peserà. La bilancia non ha senso di esistere. Dal due Gennaio in poi il Palermitano si sazierà solo di Malox e biochetasi.

-se sei un giocatore incallito: partiamo dal presupposto che ti odio! Non te ne frega nulla del mangiare, della compagnia e della festa. Non aspetti altro che giocare a carte, avrai portato 1000 euro tutti a monete e sarai pronto a rilanciare su qualsiasi cifra. Sai giocare in qualsiasi modo e odi la tombola perchè lì vinci solo a botta di culo. A fine serata te ne sarai andato con 100 euro in più. Ti odio ma sei il migliore!

Peppe

P.S.= Buon anno a tutti!