Chi per ora, meglio di loro, riesce ad esprimere la sana Palermitanità e la sana Sicilianità a livello nazionale?
Chi riesce, scherzando o no, a far emergere i veri problemi che ci ritroviamo a combattere nelle nostre terre?
Qualche politico? Qualche giornalista? Macchè!
Sono solo due comici, ma possiedono un dono grandissimo: saper fare ridere!
Poi capita che nel mezzo delle loro battute inseriscano qualche frase ad effetto che ti lascia per un giorno a pensare.
Sono Ficarra e Picone. Per la categoria Personaggi Siculi.
Entrambi nati a Palermo nel 1971 si conoscono in un villaggio turistico a Taormina, da quel momento, comincia il loro sodalizio fino ad arrivare alla conquista di grandi palcoscenici.
Teatro. Cinema. Televisione. Su tutti i fronti sono riusciti a farsi rispettare. Mai una battuta fuori posto o volgare.
Grandi!
Indimenticabile rimane lo sketch dedicato a Don Pino Puglisi o quello sulla fierezza o vergogna di essere Siciliano.
Forse i nuovi Franco e Ciccio, chissà, ma sicuramente un duo davvero ben assortito e molto capace.
Nel loro libro “Stanchi” c’è un pezzo che adoro.
Il titolo dice tutto: “…Pasta con le sarde”
(Picone si tocca lo stomaco. Si capisce che ha qualche problema!)
FICARRA: Ma che hai? Ti vedo dolorante!
PICONE: Che ho? Voi siete gentilissimi. Tu cucini benissimo, ma io a casa tua non ci vengo più! Basta!
FICARRA: Ma che ti ha fatto male qualche cosa?
PICONE: Eh, lascia stare. Tutta la notte non ho dormito!
FICARRA: Si? Io non c’ho fatto caso nella confusione ieri…ma che hai mangiato?
PICONE: La pasta con le sarde!
FICARRA: Ah si? Ma anzi è semplice…una cosa delicata! Non era buona di gusto?
PICONE: Buona, delicata…
FICARRA: E allora?
PICONE: E allora? Io che ne so come la fai tu!
FICARRA: Bah, secondo tradizione: faccio un battuto di cipolle, olive, carote e peperoni, pomodoro, insalata verde, insalata rossa, radicchio, aceto, arance e salmone! Nel mentre metto un poco di salsiccia a sbriciolare con un litro e mezzo di vino per dargli l’aroma…
PICONE: Ci metti le sarde!
FICARRA: Non si trovano per ora le sarde, non è periodo!
Poi faccia la panna montata a neve, e nel mentre preparo una cremina di uova e peperoni. Mescolo il tutto col pecorino romano, e prima di servire in tavola…una spolverata di prezzemolo!
PICONE: (Senza parole)
FICARRA: Ma perchè mi guardi così? Perchè tua moglie come la fa?
PICONE: Senza prezzemolo!
FICARRA: Eh, ma ci andrebbe però…
PICONE: Si, ci andrebbe!
FICARRA: Poi sono gusti, però ci andrebbe, secondo tradizione! Tu però, secondo me, è proprio che stai male di tuo. Ma quanto tempo è che non ti fai una bella visita accurata? Un bel controllo? Che non ti pigli una medicina?
PICONE: Assai! Assai!
FICARRA: Perchè non vai da mio nipote e ti fai prescrivere quattro cose?
PICONE: Ma io ho paura dei medici!
FICARRA: Per questo ti dico vai da mio nipote, che è geometra!
PICONE: A proposito, ma come gli vanno le cose?
FICARRA: Bene! Bene! Il guadagno c’è! Tu considera che prende il trenta percento su ogni farmaco che prescrive.
PICONE: Bello!
FICARRA: Eh, le ditte farmaceutiche pagano bene!
PICONE: Quindi lui più prescrive, più guadagna!
FICARRA: Certo! Più prescrive, più guadagna!
PICONE: Però è una grande responsabilità!
FICARRA: Eh si! Il mestiere è difficile; perchè tu considera che se l’ammalato muore, lui perde il cliente! Se guarisce perde il cliente! Il trucco è tenerlo in agonia!
Ma comunque me ne vado, perchè ho detto a mia moglie che tornavo presto a casa, perchè pure lei sta male con lo stomaco…
PICONE: Pure lei? Allora può essere che è la pasta con le sarde?
FICARRA: No! E’ un virus che c’è per ora.
Ma comunque ora le faccio un bel piatto di mele cotte…Caro mio, le mele cotte, quando c’è lo stomaco in disordine, sono una mano santa!
Poi come le faccio io: faccio un battuto di cipolle, olive, carote, peperoni e pomodoro. Ci metto una spolverata di prezzemolo…
PICONE: E le mele?
FICARRA: Non è periodo!
Grandiosi!
Peppe
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