Archive for the 'Emozioni sparse' Category

1 anno di numeri

Mi sembra giusto.

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Parole chiave più cercate:

- Proverbi/detti Palermitani

- tascio

- musica siciliana, Vitti na Crozza e Franco Li Causi

- Una marea di proverbi sparsi, frasi con in mezzo la parola clown e tutte le combinazioni possibili con la parola minchia.

Poi ci sono cose di cui vado ferio. In molti sono arrivati a leggere il mio saluto a Don Ninì e a cercare informazioni su Salvatore Giuliano.

Molte cose ho scritto, dalla lettera al Sindaco Cammarata fino alle mie vicende quasicalcistiche passando dal post sul Capodanno che forse è quello che ha avuto più successo.

Mi sono divertito, ho scoperto il piacere di scrivere e anche se non aspiro a diventare chissà chi nella blogosfera credo fino ad ora di avere raggiunto risultati che non immaginavo minimamente.

Ringrazio chi fino ad ora mi ha seguito, chi mi ha sempre aiutato e chi vorrà continuare a leggermi.

Ringraziamento dovuto anche ai iFighi, fonte inesauribile di ispirazione.

Credo che come discorso possa andare bene, ora facciamo baldoria!

Musica maestro!

Peppe

Buon compleanno

Leggendo e rileggendo la dichiarazione dei redditi dei Palermitani, mi sono dimenticato che questo Blog qualche ora fa ha compiuto un’anno di vita.

Auguri a me e a chi mi legge.

Offro da bere per tutti!

Peppe 

Saggezza materna

La seguente scena avviene stamattina. Giorno 01/05/2008.

Mamma di Peppe: Giuseppe (quando è seria mi chiama così), visto che vai a mare ed è il primo sole che prendi ti conviene portare la protezione solare.

Peppe: Eh? Ma assolutamente no, tanto mica starò tanto sotto il sole. Massimo 5 minuti…

Mamma di Peppe: Io ti consiglio di portarla.

Peppe: No dai, la lascio a casa.

Mamma di Peppe: (con ghigno beffardo) Come vuoi tu!

Situazione alle ore 21,30 sempre di giorno 01/05/2008, dopo una giornata passata un poco sdraiato al sole e poi a schivare ogni cazzo di raggio solare:

sono rosso, ma rosso rosso rosso rosso rosso. Mi bruciano le spalle e il collo. Ma quel che è peggio è che ho la cute che mi brucia tipo falò. Mi sono pentito di essermi rasato ieri.

Tutto questo chiaramente mia madre non lo dovrà mai scoprire. Mi vedrà rosso ma non farò trasparire alcuna sofferenza. Ma mi sa che era meglio ascoltarla…

Peppe

1° Maggio: Sono un eroe

Quest’anno niente Portella della Ginestra.

Solo un testo.

Artista: CapaRezza
Album: Le Dimensioni Del Mio Caos
Titolo: Eroe (Storia Di Luigi Delle Bicocche)

“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche, eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

Peppe

Non so chi votare

Seriamente.

Ho visto bene in giro, ho letto tanti programmi ma non mi sono ancora deciso per chi votare. Niente mi convince.

Sono in difficoltà.

Peppe 

Mai senza Pasquetta

Mai avrei potuto resistere al fascino della Pasquetta.

La soddisfazione in me è a livelli mai toccati prima, proprio come l’acidità e la gastrite che ho per ora.

Peppe

Già, perchè?

Questo post è stato scritto per Rosalio con mio grande piacere.

Lo potrete trovare a questo link.

Lo pubblico anche qua.

Lui ha 8 anni e sta dormendo. Sembra sereno. Si starà sognando seduto al suo banco intento ad ascoltare la maestra, oppure mentre gioca spensierato, ma non a nascondino, di nascondersi non c’ha più voglia.
L’espressione nel sonno cambia però. Adesso si starà immaginando supereroe mentre sconfigge i cattivi di turno e si sarà messo sicuramente quello stupido mantello nero, ma uno di quei mostri deve fare davvero paura perché si è pisciato addosso. Neanche nei sogni lo lasciano in pace. Ri nico e nico lo assicutano.
Ora credo che abbia paura, si è nascosto sotto le coperte. Starà pensando al perché, al perché non può dormire con sua madre e perché al suo risveglio un estraneo, un estraneo che non ha risposta, prepara il lattecolcacao prima di accompagnarlo a scuola. Starà pensando al perché si trova in una comunità e “porca buttana ma l’assistente sociale ‘un si po’ fari ‘i cazzi sua”? “Mio padre tornava stanco a casa e io lo facevo incazzare”, “sugnu tintu e ‘i timpulate ‘un mi fannu niente”. “No Signor Giudice per i lividi sono caduto, ce lo può chiedere a mia madre”. Buttana di ca e di da.
Sono le sette. Sveglia, lattecolcacao e scuola. E sempre i soliti perché. Già, perché?

Peppe

E 24 anni arrivarono

Nella vita poche cose sono sicure: crisi di Governo, Cuffaro condannato e il mio compleanno!

Oggi tocca al mio compleanno!

Peppe

Peppe e il calcio

Oggi ho accompagnato un ragazzino a scuola e, mentre aspettavo il suono della campanella, ho osservato una noiosissima partita di calcetto fra mocciosi, dove, l’evento più elettrizzante è stato che uno dei piccoli pirla ha sbattuto la faccia. Osservandoli non ho potuto fare a meno di tornare indietro nel tempo e pensarmi a quell’età. Dico subito che il pensiero non è stato bello perchè è tornato a galla un mio vecchio incubo: il Calcio. Minchia!

Incredibile come uno sport possa diventare fonte inesauribile di paure, stress e ansie e io ringraziando Dio le ho avute tutte. Come è noto nel calcio ci sono diversi ruoli per rispettive capacità atletiche/psicologiche e come è altrettanto noto Madre Natura, che è cinica, non solo decide che devi nascere un pò goffo e impacciato ma aggiunge anche che devi essere scarso a calcio. E’ la fine, soprattutto per un ragazzino. Puoi metterti una croce sopra, spera almeno di imparare a suonare uno strumento musicale.

Io piccolo e il calcio eravamo sciarriati, ma sciarriati forte, mentre Io grande e il calcio, adesso, andiamo più che d’accordo. Per farvi capire meglio ho diviso il mio periodo calcistico in categorie, dove chiaramente il protagonista sono sempre io e l’antagonista è sempre il calcio. Andiamo con ordine:

Peppe e il pallone= Parto subito dicendo che il pallone ti cambia la vita, senza pallone sei niente. Devi essere un misto fra Ronaldo e Maradona per meritare un posto in squadra, oppure devi giocare all’Oratorio dove il Don Marco di turno fa giocare tutti. Se non hai pallone sei emarginato, destinato all’isolamento forzato, costretto a guardare una partita che neanche ti interessa solo perchè tua madre ti ha ordinato di uscire da casa per socializzare con gli altri ragazzi, ma a te quel pomeriggio interessa solo Bim Bum Bam e non te ne fotte niente di altro. Io il pallone l’ho avuto, ma tardi, il tempo necessario di essere preso per il culo da tutti quelli a cui chiedevo di giocare. Ma quando ho avuto il pallone la storia è cambiata, con il cazzo che facevo giocare chi prima mi aveva deriso. Ti senti il Re del Mondo e provi una goduria pazzesca nel dire a qualcuno: “Tu non giochi!”. E’ il primo approccio con il potere. Ma capirete bene che prima di avere il pallone era un incubo mettersi i pantaloncini e le scarpedatennisconilbucoall’altezzadell’alluce per andare a giocare con un cazzo di SuperSantos sotto casa.

Peppe e la tintura di iodio= Che traumi. Ogni partita/partitella o anche quattro passaggi in campagna hanno lasciato sul mio corpo segni indelebili. Ogni cosa che facevo era almeno una ferita, se mia madre non mi vedeva sanguinante e moribondo si accorgeva subito che non avevo giocato. E quando un bambino si ferisce che cosa gli si mette sulla ferita? Ora lo so, ma 10/12 anni fa si usava la odiata tintura di iodio. Me la metteva sempre mio padre, un incubo. Il risultato era che il giorno dopo andavo a scuola tutto arancione. La paura di farmi male ha sconvolto la mia esistenza.

Peppe e l’insalata= Diciamo pure che gli altri ragazzi non litigavano per avermi in squadra, anzi. Ero sempre l’insalata, l’elemento dispari di tutto il parco giocatori. Per esempio: se eravamo 9, nel momento in cui si facevano le squadre, con le conte che man mano si cresceva diventavano sempre più volgari, io rimanevo sempre per ultimo e giocato come insalata. Appena si stabiliva con quale squadra avessi dovuto giocare, con l’orgoglio sotto le scarpedatennisconilbucoall’altezzadell’alluce e la testa basta mi accincevo a mettermi in porta, l’unico punto, a detta loro, dove avrei potuto fare meno danni. Ma non era così. Purtroppo.

Peppe e il portiere= Messo in porta per forza senza diritto di uscita, ho scoperto l’ebbrezza della responsabilità. Per farmi valere ero disposto a rompermi qualsiasi parte del corpo e a bucare/rompere/distruggere anche la tuta nuova comprata dalla nonna al mercatino. Cascasse il mondo dovevo tuffarmi, provare in tutti i modi a prendere il pallone calciato qualche secondo prima da qualche saccente testadicazzo ragazzino che appena ha visto che in porta ci stava un ragazzino robusto e un pò impacciato (cioè io) ha pensato che da quella partita sarebbe uscito supercapocannoniere facendo almeno 5 gol. Che poi 5 gol me li faceva davvero ma io godevo come un pazzo quando gli paravo almeno solo uno dei 2376 tiri. In porta ho vissuto i miei migliori momenti calcistici, ho riscattato anni di delusione vissuti in attacco o in difesa.

A ben pensarci la mia adolescenza non è stata poi così serena.

Peppe

Non c’è più niente da vedere

E’ in coma.

Incidente con la macchina la scorsa sera, una macchina che non poteva guidare perchè minorenne. Dicono che qualcuno gli abbia tagliato la strada ma a questo punto poco importa. E’ in coma e il suo corpo reagisce male a qualsiasi farmaco andando così in crisi, e con lui i suoi pochi familiari. Non so se mai si riprenderà ma era più che lecito pensare ad un epilogo del genere. Come in un film drammatico, una fine studiata ad hoc per far piangere lo spettatore, una fine che si intreccia perfettamente con lo stile di vita e annesse minchiate portato avanti dal protagonista. Tante stronzate commesse, era il più odiato dal palazzo perchè considerato il più pericoloso, Polizia e Carabinieri che si alternavano per venirlo a prendere direttamente a casa, un rompicoglioni di prima categoria. Un rompicoglioni a cui pensavo di dare una bella timpulata in faccia se mai mi avesse disturbato. Ora è lì, disteso su un letto dove credo lotti contro tutti e tutto, con la stessa forza con cui ha lottato per farsi sentire da qualcuno, per far capire il suo disagio e per comunicare la sua paura. Accanto a lui gli stessi genitori che non sono stati in grado di aiutarlo, gli stessi genitori che avranno miliardi di attenuanti ma che non servono ad un cazzo perchè la realtà è che un ragazzo adesso è in coma. Mica niente. E’ un insuccesso per tutti, un film pacco. Chi non ha colpa?

La fine in un modo o nell’altro è vicina. Il film è finito. Non c’è più niente da vedere.

Peppe




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