Monthly Archive for Maggio, 2007

Dea Coerenza

Nell’ Olimpo sono sicuro che fosse la più bella fra le Dee, sicuramente la più ambita. La più venerata fra gli abitanti umili della Terra.

Quando non si è toccati da Lei incombe quel Dio pazzarello di Beneficio del Dubbio.

Il suo nome è Dea Coerenza.

Prima di baciare qualcuno e quindi di offrire il Suo Dono, Lei sceglie per bene, fa un’attenta selezione, per questo sono pochi i suoi prescelti.

Molte volte parliamo parliamo e parliamo, rovesciamo fiumi di parole senza mai riuscire a farle combaciare con le azioni. Questo vale per tutto. Riusciamo a parlare, a professarci, ad innalzarci a semi Dei dimenticando che alla fine la vita spiccia è un’altra cosa.

Per questo diventa difficile essere veramente Uomo, oppure Cattolico, un buon figlio o Amico, il Fidanzato, lo Scout, il Buon Cittadino o qualsiasi altra cosa. Ci troviamo in tutto delle buone scusa per non Essere.

Bisognerebbe che Dea Coerenza si svegli un poco, oppure noi dovremmo sforzarci maggiormente di ricercarLa…

Fabrizio De Andrè, in “Il Testamento di Tito“, diceva…

Non avrai altro Dio, all’infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse, venute dall’est
dicevan che in fondo era uguale.
Credevano a un altro diverso da te,
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:
ma forse era stanco, forse troppo occupato
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano
davvero, lo nominai invano.

Onora il padre. Onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:
quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che rigurgitan salmi
di schiavi e dei loro padroni
senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice “non devi rubare”
e forse io l’ho rispettato
vuotando in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri, nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l’ami, così sarai uomo di fede:
poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore,
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice “non ammazzare”
se del cielo vuoi essere degno.
guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno.
guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazareno,
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino
e scordano sempre il perdono.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri,
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:
nei letti degli altri, già caldi d’amore
non ho provato dolore.
L’invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest’uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l’amore.

Piccole considerazioni quasi-estive.

Oggi a Palermo ci sono non so quanti gradi. Un caldo incredibile. Oltre a smuovere le ascelle, questo maledetto caldo, smuove anche i miei pensieri.

Sento dire spesso che la gente preferisce andare verso le Isole Tropicali, Hawaii, Seychelle e Maldive. Ma perchè, invece, non venite a Palermo? Offriamo dei servizi vantagiosissimi e imperdibili.

Uno dei servizi, molto apprezzato dalle donne, è che mentre passeggiate lungo le vie del centro, qualche simpatico giovane, prenderà in deposito la vostra borsetta/bagaglio, facendo il possibile per non farvi accorgere di nulla. Saranno indiscreti e velocissimi, la prenderanno e poi l’ andranno a depositare. Questo servizio è il più gettonato. Fra l’altro è anche gratuito.

Poi abbiamo qualche piccola truffetta, i soliti posteggiatori abusivi, negozi con prezzi alle stelle e addirittura pratichiamo i fermi, che consistono nel blocco forzato di qualche malcapitato per togliergli anche le mutande, ma sempre in maniera simpatica e giocosa. Facciamo di tutto per accontentare i nostri turisti. Non ci facciamo mancare proprio nulla.

Ma purtroppo la gente che viene a Palermo è sempre poca, forse è la troppa pubblicità dei suddetti servizi?

Abbiamo poco da invidiare agli altri Paesi Europei. Specialmente in questo periodo altro che Maldive o Seychelle, Palermo le batte tutte.

Se solo riuscissimo a fare ritornare i turisti piuttosto che farli scappare…

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Immagine presa da QUI 

Peppe

…una storia diversa….

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XV…è un numero che da un pò di giorni mi gira per la testa…chissà perchè dal momento che nè giornali, nè telegiornali mi hanno dato occasione di associarlo a chissà quale evento…ma poi il puzzle comincia a completarsi quando vengo informato della presenza di Fabrizio Moro, e di Carmen Consoli alla kermesse di chiusura delle celebrazioni per il XV anno dell’anniversario della strage di Falcone…eccolo qui il fatidico numero…ecco cos’era!!! Assolutamente sconcertante vedere che giornali e telegiornali mettano in coda alle notizie della prima de “I Pirati dei Caraibi” una notizia che dovrebbe essere centrale…..vabbè non voglio entrare nel merito delle solite polemiche….voglio solo usare questo mio spazio per raccontare una storia diversa da quelle che (seppur ridotte all’osso e sempre uguali fatte di trionfalismi e retorica) si sentono in un giorno come questo; voglio raccontarvi la storia di un incontro, di un dolcissimo abbraccio e di una sconvolgente mattina…..avevo circa 6 o 7 anni e come sempre nelle calde e torride giornate palermitane in cui le scuole sono chiuse, io passavo le mie mattinate al Palazzo di Giustizia dove lavorano i miei genitori…la solita pallina fatta di carta e km di schotch da imballaggio la facevano diventare indistruttibile…tanto da poter percorrere a perdifiato gli sconfinati meandri di quel palazzo palleggiando e palleggiando….ero proprio in uno di quegli sconfinati corridoi che fronteggiano le aule di tribunale quando sento le grida di mio padre che mi ordina di smettere subito di fare quel chiasso “qui si lavora, lo devi capire che non si può giocare!!!!”…..alla fine di quelle parole esce da una delle inespugnabili aule una bella signora bionda, ben vestita, piena di scartoffie sotto il braccio e con un sorriso che non dimenticherò….saluta mio padre e perentoriamente “non lo rimproveri dottore, è solo un bambino che non desidera altro che giocare, lo faccia sfogare…” e dopo averlo detto si china e mi prende in braccio e comincia a magnificare la mia pallina di carta, loda la mia certosina cura nella realizzazione e mi asciuga le lacrime…“lei è la dott.ssa Morvillo” disse mio padre “una cara amica di papà e mamma, salutala dai che ha da fare..!!” e io con l’ingenuità di un bambino “ti chiami morbillo come la malattia?”….“no gioia mia, Morvillo, ma tu ricordati di me come la zia Francesca”….allora io sicuro di essere entrato nelle sue grazie scongiurando così qualche timpuluni di mio padre le chiedo di portarmi dentro quelle misteriose aule di tribunale a me sempre interdette chiuse da porte che nella mia fantasia erano cancelli fantastici…..detto fatto, dopo un minuto abbandonate le scartoffie che portava e la borsa di pelle marrone mi porta dentro questa stanza enorme di legno in cui tanta gente parlava..ma ad un tratto dovemmo uscire, non capivo perchè, ma vidi un signore che mi veniva incontro con uno strano mantello nero, tutto serio nel volto e con una sigaretta in bocca…faceva paura ma appena arrivò davanti a noi si sciolse in un timidissimo sorriso “com’è andata giovanni??”…disse lei….“la solita storia…ma chi è questo bambino?!”…rispose incuriosito lui…“il figlio di Ignazio e Marisa Caradonna, gli amici di Barbara…”…e lui :“menu male ca unn’assumigghi a to patre!!” rivolgendosi a me scherzosamente mentre intanto mio padre rideva….messomi giù vidi quel signore circondato da tante persone con giocattoli neri uguali a quelli che io usavo per fare la guerra a casa….mentre andavo via mano nella mano con mio padre, mi accorgo di aver lasciato la mia pallina di carta e :“…zia la pallina!!!!!“…si frappone questo uomo incredibilmente gigante che le da un calcio e grida: “Ciao piccolo Caradonna!!!…”

grazie….

“…possiamo solamente decidere cosa fare del tempo che ci viene concesso…”

E sono 15…

23 Maggio 1992.

Sono le 17,48 quando su una pista dell’aeroporto di Punta Raisi atterra un jet del Sisde, un aereo dei servizi segreti partito dall’aeroporto romano di Ciampino alle ore 16,40. Sopra c’è Giovanni Falcone con sua moglie Francesca. E sulla pista ci sono tre auto che lo aspettano. Una Croma marrone, una Croma bianca, una Croma azzurra. E’ la sua scorta, erano stati raggruppati dal capo della mobile Arnaldo La Barbera.

Una squadra affiatatissima che aveva il compito di sorvegliare Falcone dopo il fallito attentato del 1989 davanti la villa del magistrato sul litorale dell’Addaura. La solita scorta con Antonio, Antonio Montinaro, agente scelto della squadra mobile che, appena vede il “suo” giudice scendere dalla scaletta, infila la mano destra sotto il giubbotto per controllare la pistola.
Tutto è a posto, non c’è bisogno di sirene, alle 17,50 il corteo blindato che trasporta il direttore generale degli Affari penali del ministero di Grazia e giustizia è sull’autostrada che va verso Palermo.
Tutto sembra tranquillo, ma così non è. Qualcuno sa che Falcone è appena sbarcato in Sicilia, qualcuno lo segue, qualcuno sa che dopo otto minuti la sua Croma passerà sopra quel pezzo di autostrada vicino alle cementerie.
La Croma marrone è davanti. Guida Vito Schifani, accanto c’è Antonio, dietro Rocco Di Cillo. E corre, la Croma marrone corre seguita da altre due Croma, quella bianca e quella azzurra. Sulla prima c’è il giudice che guida, accanto c’è Francesca Morvillo, sua moglie, anche lei magistrato. Dietro l’autista giudiziario, Giuseppe Costanza, dal 1984 con Falcone, che era solito guidare soltanto quando viaggiava insieme alla moglie. E altri tre sulla Croma azzurra, Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo. Un minuto, due minuti, la campagna siciliana, l’autostrada, l’aeroporto che si allontana, quattro minuti, cinque minuti.
Ore 17,59, autostrada Trapani-Palermo. Investita dall’esplosione la Croma marrone non c’è più. La Croma bianca è seriamente danneggiata, si salverà Giuseppe Costanza che sedeva sui sedili posteriori. La terza, quella azzurra, è un ammasso di ferri vecchi, ma dentro i tre agenti sono vivi, feriti ma vivi. Feriti come altri venti uomini e donne che erano dentro le auto che passavano in quel momento fra lo svincolo di Capaci e Isola delle Femmine.
Fu Buscetta a dirglielo: “L’avverto, signor giudice. Dopo quest’interrogatorio lei diventerà forse una celebrità, ma la sua vita sarà segnata. Cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. Non dimentichi che il conto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. E’ sempre del parere di interrogarmi?”.
Giovanni Falcone, “Cose di Cosa Nostra” (Rizzoli, 1991): “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande”.

Da qui

 

21 Maggio 2007

Il gip di Palermo, Fabio Licata, ha riperto l’indagine per l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa a carico del presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro.

Lo ha fatto con un decreto, di cui al momento si sconosce il testo, ma che raccoglie in parte le istanze della Procura della Repubblica per un approfondimento investigativo sulla posizione di Cuffaro. La richiesta era stata presentata al gip dal procuratore capo, Francesco Messineo, e dagli aggiunti Giuseppe Pignatore e Alfredo Morvillo. Il presidente della Regione, che è anche vicesegretario nazionale dell’Udc, attualmente è imputato di favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra e di rilevazione di segreto nell’ambito del processo per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo. Cuffaro ha sempre rinvendicato la sua innocenza e la sua totale estraneità alle accuse contestate.

Da la Repubblica.it

No comment.

Oggi come quasi ogni anno andrò alla Manifestazione per Ricordare Giovanni Falcone, Giovanna Mordillo e la loro scorta. Dico Ricordare perchè oggi il mio grido sarà diverso rispetto agli altri anni. Quest’anno lo rivolgerò a chi presiede con le sue bandiere queste Manifestazioni, diventate quasi istituzionali, salvo poi riposarle assieme al proprio sdegno e alla propria rabbia il giorno dopo, per riutilizzarli prontamente l’anno successivo. Bisognerebbe ricordare che il nostro impegno ha e avrà senso solo se assiduo e prepotente.

 

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Grazie a Dio c’è Lucignolo!

Ritorno a casa dopo una bella riunione, accendo la tv, metto su Italia Uno, e chi mi vedo?

Ma Lucignolo!

Finalmente. Non ce la facevo più a resistere. Quella voce così elegante ed ammaliante.

Sono io, il vostro dj della notteeeeeeeee!!!

Ma vaffanculo! Tu e tutta Italia Uno.

Siete l’anti-informazione per eccellenza, siete un programma porno autorizzato.

A senso vostro fate vedere le tendenze dei giovani Italiani. Ma quale tendenze? Se va bene fate vedere sempre i soliti impasticcati, eroicomani e sessofobi discotecari, se va male ci tocca vedere le storie di tutti i trans italiani.

Ma sapete che c’è una gran maggioranza di giovani che preferisce vivere nella maniera più normale possibile? Non potete lasciare intendere che in Italia esistano solo queste realtà estreme.

Capisco che fa tendenza e share ma l’informazione seria dove ve l’avete messa?

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I 10 Comandamenti del “Buon Palermitano”

Tornando da una tre giorni intensa vissuta con dei bambini di Ballarò, ho deciso di ricordare a tutti le 10 regole necessarie per essere dei veri Palermitani .

“Lo Zio Tano salì su Monte Pellegrino. Mentre percorreva l’acchianata, venne abbagliato da una Luce Intensa e mai vista prima, non era Santa Rosalia, ma una qualche entità sconosciuta. Un omino tutto verde, scendendo da una scaletta rigorosamente a chiocciola, sommerso da un fumo (si narra di stigghiola), consegnò al nostro Zio Tano una tavoletta con scritte le 10 Regole.”

Zio Tano come Mosè?

Direttamente dalle Sacre Tavolette:

1. Oggi va bene ma Domani è meglio.
2. Non avrai più Amici ma solo “Compari”.
3. Non potrai avere teglie e pentole dalla capienza inferiore di 10 kg.
4. Onora le Feste (25 Aprile e 1 Maggio su tutte) recandoti in spazi all’aperto, comprese anche le aiuole. Mangia a sazietà ed oltre. Non fare mancare “stigghiola”, “pittinicchi” e “carne di crasto”. Accompagna il tutto con fiumi di birra.
5. Disinteressati da tutto ciò che non comprende “Te”.
6. Interessati a tutto ciò che non appartiene a “Te”.
7. Cerca di lavorare, altrimenti niente.
8. Accompagna il tuo abbigliamento con Crocifisso d’oro e se è possibile da anelli.
9. Intervalla i tuoi dialoghi con “Minchia” e con altre esclamazioni a tua scelta.
10. Onora la Famiglia.

Seguono altre numerose Regole. Scampato il pericolo della Scomunica mi ripresenterò pubblicandole.

Ri-lettera a Cammarata

Dalla Seconda Lettera di Peppe a Cammarata e la sua giunta.

La Prima è raggiungibile da qui

Caro Ri-Sindaco, le scrivo intanto per scusarmi con Lei per averLa in qualche modo sottovalutata. Non credevo possibile e fattibile una sua ri-elezione a Sindaco di Palermo. Mi dispiace.

Evidentemente avevo anche sopravvalutato i Palermitani.

Ormai ho infittito questa nostra (mia) personalissima corrispondenza, le ho anche dato dei consigli, che naturalmente, spero faccia suoi.

Non mi dilungherò eccessivamente.

Vorrei solo darLe il mio Buon Lavoro.

Buon Lavoro, perchè ne ha veramente bisogno. Le aspettano 5 anni veramente duri e faticosi, saranno 5 anni dove proverà a chiudere tutti i cantieri/idee/progetti aperti nei 5 anni precedenti. Non sarà semplice. Intanto, complimenti per la strategia. Mi piace lo slogan: “5 Anni di idee e 5 anni per realizzarle”.

Non se la prenda a male, ma Lei è cosciente che gran parte della sua vittoria va attribuita al cinismo dei Palermitani? Sanno tutti che siamo un Popolo simpatico, pittoresco e molto alla mano, ma pochi sanno che quando vogliamo possiamo diventare super-cinici. Davanti la Scheda Rosa, con una x su un suo consigliere, accompagnata da un ironico ghigno, saltava ricorrente l’esclamazione: “E ora comu fa? Ma vogghiu abbiriri tutta”. Naturalmente non tutti. Non ci sono prove, ma voglio pensarla così.

RinnovandoLe il mio Buon Lavoro, La saluto.

I miei ossequi.

E democrazia fu!

Alle ore 11:55 a Palermo un altro passo verso una (speriamo) vera e democratica votazione è stato compiuto.

Ho votato.

Non dopo poche difficoltà però. All’inizio pensavo che le due schede fossero innocue, invece, dopo qualche secondo, mi sono accorto che godevano di vita propria. Quindi hanno cominciato a fare il possibile per non essere più ripiegate. Mi hanno reso la vita difficile per un paio di minuti ma alla fine ho preso il sopravvento richiudendole in un modo che dire non corretto sarebbe un eufemismo.

Spero che questa battaglia l’abbiano vinta tutti i Palermitani.

Mi auguro sinceramente che questa possibilità sia stata sfruttata da tutti. Ognuno, spero, abbia votato coscientemente e con giusto criterio, senza essersi dimenticato però di alcuni dati oggettivi, che ci sono, esistono e sono pesantemente vivi.

Santa Rosalia, aiutaci tu…

EDIT: Mio padre e mia madre ieri mentre si recavano al seggio per votare sono stati avvicinati da una Signora che tentava di raccogliere qualche ultimo disperato voto:

Scusate voi due siete già impegnati?” Mio padre prontamente: “Da quasi 25 anni!” Segue la faccia allucinata della Signora.

Caro futuro Sindaco…

Caro mio (?) futuro Sindaco,
ho deciso di scriverLe perchè avrei delle cose da suggerirLe.
Finalmente questa estenuante Campagna Elettorale volge al termine, non ce la facevamo più a camminare per strada con gli occhi chiusi per non guardare tutti quei mezzi tronchi sorridenti di questo o di quel partito, che cercavano di catturare il nostro sguardo. Infatti, la percentuale di persone che si sono recate al Pronto Soccorso per traumi cranici causati da sbattoni contro pali si è alzata notevolmente. Nel momento in cui il proprio sguardo viene catturato da una di quelle facce da manifesto si è finiti. Non la si potrà dimenticare più. Come si scorda una faccia di quel genere?
Ma Caro (futuro) Sindaco torniamo a noi.
Intanto mi permetto di rivolgermi direttamente a Lei perchè dal momento in cui Lei è stato scelto dal Popolo (Vox populi, vox dei, stia attento!), avrà bisogno di tutti i tipi di suggerimenti possibili. Non scrivo, invece, a tutti i Candidati, perchè sono sicuro che questi suggerimenti avrebbero successo e non vorrei creare una piccola faida (ancora?) tra di voi. Quindi se li becca solo chi vince.

Per una migliore visualizzazione li scriverò a mò di lista.

- Avrete a disposizione 5 anni, sfruttateli tutti. Non solo l’ultimo.
- Il Popolo Palermitano è una vasta massa di persone, la città è molto estesa. Il Suo lavoro dovrà riguardarla tutta.
- Faccia qualcosa che non sia solo apparenza.
- Il festino di Santa Rosalia la lasci una festa Palermitana.
- Non spenda più del dovuto.
- Coinvolga i giovani.
- Non faccia statue a Minchia.
- Non faccia ville a Minchia.
- Non coinvolga Suoi parenti che non siano (da accertare) più bravi del Sottoscritto.
- Sia più partecipe.
- Non strafaccia.
- Non ci costringa a pensare che i privilegi siano sempre degli altri.
- Capisca che il Popolo Palermitano fondamentalmente capisce/pratica/intende solo ciò che è legato al Lavoro.
- Sostenga senza tregua tutte le nuove associazioni giovanili che nascono con l’intento di promuovere/annusare/far conoscere la Cultura (badi bene la C maiuscola).
- Non rida sempre (la prego).
- Dica: passione, amore, adorazione, tesoro, patrimonio, Cultura (sempre la C maiuscola) quando vuol intendere “Palermo”.
- Sia un anti-mafioso praticante.
- Dica: sdegno, preistoria, limitatezza culturale, vergogna, merda quando vuol intendere “Mafia”.
- Faccia solo cose funzionali.
- Faccia il possibile per limitare questa gran minchia di Precariato!
- Faccia il possibile per promuovere la Legalità.

Caro mio futuro Sindaco. Sono solo dei piccoli consigli. Mi accontenterei se li facesse Suoi. Almeno due. Non chiedo tanto.
Adesso però le voglio parlare con il cuore in mano, so che fare il Sindaco è assai complicato, ma la prego, faccia qualcosa in più per i Palermitani, siamo gente difficile ma meritiamo tanto. Meritiamo non solo una grande città (parlo di infrastrutture), una grande organizzazione e una grande Amministrazione, ma più di tutto, le giuro, meritiamo, un Grande Sindaco.

I miei ossequi.

I nuovi possibili consiglieri, me lo auguro!

Voglio sfruttare questo mio spazio per ringraziare pubblicamente due persone che hanno cambiato (profondamente direi) la mia vita. I miei ringraziamenti sono rivolti a chi, conoscendomi, mi ha evitato la fatica di fare tre piani a piedi, prendere il motorino o macchina e recarmi in qualche segreteria politica (in tempo di elezioni lo faccio sempre, per questo sono contento).
Questo nuovo servizio, utilizzato sia da prossimi consiglieri di circoscrizione che comunali, prevede la consultazione del tutto illegale (non facciamo i pignoli) di archivi (per esempio degli studenti universitari), la copiatura degli indirizzi e infine la spedizione di Santine, programmi elettorali e vere e proprie biografie. Se non è questo venire incontro al cittadino spiegatemi voi cos’è. E’ un gesto pregno di attenzione, di preoccupazione, di assistenza e di servizio nei confronti di chi c’ha poca voglia di muoversi da casa (che stress).

Ma adesso. Chi scelgo? Ma come faccio a scegliere? Non voglio fare un torto a nessuno. Bene, li voterò entrambi nella stessa scheda. Anzi aggiungerò qualche disegnino. L’importante è il pensiero, in fondo loro mica volevano il voto, quindi, poco interessa se la mia scheda verrà invalidata.

Anzi, ora che ci penso. Proprio ad essere pignoli, ricordo che quando ho compilato e firmato il modulo per l’iscrizione universitaria avevo accettato lo spazio che diceva proprio: “Consenti il trattamento dei tuoi dati al fine di avere garantita la ricezione tramite posta di biglietti e bigliettini per una sana propaganda elettorale”. Lo ricordo molto bene e ringrazio Dio di aver accettato. Sono stato lungimirante!

Ma come posso fare a sdebitarmi? Vediamo un pò. Niente. Credo invece che non farò nulla, vi spiego.

In passato, dopo che avevo ricevuto altre gentilissime letterine da altri loro illustri colleghi, avevo provato a rispondere mandando loro delle e-mail, ma essendo anche persone umili non hanno mai risposto (chissà perchè?). Di conseguenza evito di replicare anche a loro perchè so che preferirebbero non essere ringraziati. Vanno capiti.

Quindi un grazie di cuore a Vincenzo Tanania e Nino Sala. Rispettivamente di Democratici di Sinistra e Alleanza Nazionale. Spero che abbiate fortuna .

Grazie.