Questo è uno di quei post che mi rendono felici.
Seppur non riguardi direttamente il tema “Sicilia”, credo che valga assolutamente leggere quanto seguirà.
Ospito con tantissima gioia e un pizzico di orgoglio le riflessioni di Alessandro, mio cugino, di ritorno dall’Uganda.
“hic sunt leones” dicevano i romani, quando sbarcarono qui…qui dove? un territorio 10 volte grande l’Europa. 650 milioni di persone, 50 stati, oltre 2000 lingue, migliaia di grandi popoli e minuscole etnie…qui dove? quando si arriva, è molto facile farsi prendere dagli stereotipi che come mani conosciute ci guidano in un mistero più grande di noi…sono tutti neri, sono neri e basta? e te? te chi sei? altro stereotipo…il muzungo, l’uomo bianco…cosa vorrà da noi? stare qui pochi giorni vedere qualche strada disastrata, un pò di malattie, le foto etniche, gli animali…un viaggio da souvenir…no, lasciate a casa ogni idea se volete incontrare l’Africa, lasciate a casa pregiudizi e partite da zero. Io essere umano davanti a tanti, tanti, esseri umani…ognuno con una storia da raccontare, ognuno con un’idea sul mondo…lasciate a casa idee forzate da anni di vita occidentale, sei solo un uomo, un uomo solo davanti a tanti uomini soli in un territorio difficile, duro, aspro. Incontrare un essere umano ogni volta come una storia nuova…come poi tutto è sfumato, non c’è il bianco e il nero. diventi grigio come le sfumature. Torni con dubbi, molte più domande che risposte, ogni gesto è un segno, una carezza o una ferita inferta? Non lo so ragazzi, so solo che mi sono sentito far parte di un posto lontano, a 6000 km da casa, perchè la casa è dentro di noi, ed è importante saper abbracciare il mondo, con umiltà e semplicità. L’Africa non è un gioco, non è un libro, non è uno spot per beneficenza…è un altro mondo. Nulla è come sembra e nulla può essere compreso in poche settimane. Vi dico di abbracciare il mondo così com’è…senza volerlo come lo sogniamo noi. Prendetevela cosi quest’Africa, tra scorci e “pazienti”, tra bimbi e strade che portano chissà dove. Prendetela così, perchè così Lei è, secondo me, se vi piace è così, è così da migliaia di anni…abbracciate l’Africa, abbracciate il mondo.
Donne che portano banane per strada
Alessandro (un infermiere in Uganda….)
Anche se non ci sono mai stata,concordo sul fatto che l’Africa sia uno di quei luoghi dove andare con la mente e il cuore assolutamente sgombri…per riempirli con colori,facce,storie,emozioni…la immagino assolutamente uguale ma diversa allo stesso tempo rispetto a ciò che di solito vediamo…ma chissà!Prima o poi magari lo testerò sulla mia pelle…
Bacio
ciao
sono un futuro medico e non vedo l’ora di poter fare quello che fa alessandro e rendere fruttuose le mie tre grandi passioni: i viaggi, la medicina e soprattutto la gente…baci palermitani
Ciao, sono Davide, infermiere di Milano, ho incontrato in Uganda allo Nsambya Hospital tuo cugino Alessandro! Tutti e due eravamo giù per lavoro… com’è andata la sua tesi di laurea?