Palermo 19 Luglio 1992. Viene ucciso Paolo Borsellino.
Oggi ricorre l’anniversario della strage di Via d’Amelio, dove persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Sono passati 15 anni. Mi ricordo quel giorno.
Trovo doveroso e giusto commemorare con una giornata chi ha sacrificato la propria vita per l’affermazione della Legalità in luoghi impossibili (rischio di essere anche io retorico) , ma sono più per un ricordo continuo e costante che a cadenza annuale.
Ricordo Borsellino.
Lo ricordo grazie a i documenti che mi hanno permesso di conoscerlo meglio, di conoscere la sua grande forza, la sua grande voglia di giustizia, la sua determinazione nonostante la consapevolezza di essere un morto che cammina.
Roma 26 Luglio 1992. Rita Atria si suicida.
Per comprendere meglio quale sia stato lo spessore umano di Paolo Borsellino non possiamo non considerare la storia di Rita Atria.
Giovane donna coraggiosa nata in una famiglia mafiosa. A 12 anni le vengono uccisi il padre e il fratello, vittime della Mafia. Decide così di collaborare con la giustizia per vendicare le morti dei propri familiari, seguendo l’esempio datogli dalla cognata Piera, vera amica e vera alleata di Rita. Andando, di fatto, incontro all’isolamento forzato visto che dalla madre a tutto il resto del paese, nessuno vuole avere più a che a fare con una Pentita. Si trasferisce a Roma in piena clandestinità e nella totale solitudine. Unico punto di riferimento Paolo Borsellino, quasi un padre per lei, unico sostegno e appiglio.
Dopo la strage di Via d’Amelio, dal suo diario:
Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta.
Si suiciderà presto.
Oggi il mio ricordo più grande nei confronti di Borsellino.
Domani spero che non siano passate solo 24 ore ma che qualcosa sia rimasto.
La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Paolo Borsellino
Peppe
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